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Al tempo delle Primavere e Autunni viveva un uomo chiamato Yu Boya che era molto abile nel suonare il Qin e, nella sua epoca, era ritenuto il più famoso maestro di questo strumento. Fin da quando era giovane Yu Boya si era dimostrato intelligente e studioso e, anche se veniva lodato come un maestro e la sua abilità nel suonare il liuto era molto grande, lui aveva sempre l’impressione che gli mancasse qualcosa per raggiungere l’apice della sua arte. Quando il maestro di Yu Boya venne a sapere ciò, lo fece imbarcare per raggiungere l’isola di Penglai nel mare d’Oriente, affinché apprezzasse la bellezza della natura e ascoltasse il suono delle onde dell’oceano. Yu Boya guardava il paesaggio e vedeva solo delle onde che si alzavano violentemente sollevando in aria schizzi d’acqua, uccelli marini che volavano in direzione opposta con voci che penetravano le orecchie, alberi che riempivano le vette delle montagne, verdi e lussureggianti come nei paesaggi del fiabe.

Senza volere, un sentimento di meraviglia iniziò a farsi strada e nelle orecchie sembrò che risuonasse l’armonia e la bellezza del suono della natura. Incapace di mettere un freno a queste emozioni, Yu Boya prese il suo strumento e iniziò a suonare l’armonia della natura, sentendosi per la prima volta in una condizione mai provata. Lo stato d’animo di Yu Boya cambiò naturalmente, placandosi. Da allora capì che solo provando davvero l’essenza dell’arte si possono creare veri capolavori. Il maestro allora gli disse: «Adesso hai imparato tutto ciò che dovevi.» In seguito diventò un grande maestro di Qin, tuttavia pochissimi erano in grado di capire la sua musica.

Una sera Boya si imbarcò per una traversata. Di fronte a lui soffiava una brezza leggera e la luna brillava in alto, in pace e con mille emozioni che lo attraversavano, Yu Boya prese ancora il suo liuto e iniziò a suonarlo, lasciando che la dolce melodia dello strumento lo accompagnasse nella maniera migliore. A un certo punto sentì che sulla riva c’era un’uomo che lo chiamava e, sceso dalla barca, vide che sulla spiaggia si trovava un boscaiolo di nome Zhong Ziqi. Boya capì che quella persona comprendeva la sua musica e senza esitare chiese al boscaiolo di salire in barca affinché potesse suonare per lui fino a quando gli fosse piaciuto. Yu Boya iniziò allora a suonare una melodia ispirata alle alte montagne e il boscaiolo disse: «Splendida! Magnifica e imponente, proprio come la vetta del monte Tai che si slancia sopra le nubi!» Quando il musicista si mise a suonare ispirato dalle onde che si alzavano accavallandosi il boscaiolo disse: «Splendida! Vasta e impetuosa, è come guardare delle acque che scorrono ribollendo e osservare un oceano senza fine!» Boya era entusiasta e con emozione disse: «Amico mio, tu comprendi davvero la mia musica!» Da quel momento i due uomini furono legati da una profonda amicizia.

yu boya zhong ziqi

I due amici si lasciarono con la promessa di ritrovarsi l’anno successivo nello stesso giorno e nello stesso luogo. Quando venne il momento stabilito, Yu Boya si recò all’appuntamento come da accordi ma aspettò a lungo e invano l’arrivo di Zhong Ziqi. Così, seguendo la strada che la volta precedente Zhong Ziqi aveva fatto per tornare a casa, Yu Boya si diresse a cercare notizie dell’amico. A metà strada incontrò un vecchio uomo a cui chiese informazioni sulla casa di Ziqi. Questi, appena sentì la domanda di Boya, capì subito di chi si trattava. Il vecchio uomo infatti era il padre di Ziqi. Il vecchio raccontò a Boya che il figlio si dedicava allo studio e raccoglieva legna per aiutare la sua povera famiglia. Il lavoro eccessivo a cui si costringeva lo aveva portato ad ammalarsi e a metà del mese precedente era venuto a mancare. Prima di morire, Ziqi si era preoccupato molto dell’impegno che aveva preso con Boya e, affinché questi non dovesse aspetta a lungo il suo arrivo, aveva chiesto al vecchio padre di andare ad avvisare l’amico. Dopo aver ascoltato la triste notizia, Boya sentì il suo cuore afflitto dal dolore. Assieme al vecchio uomo si recò sulla tomba di Ziqi e suonò una triste melodia piena di nostalgia e di dolore per la morte dell’amico. Finito di suonare, prese il suo strumento e lì dove era sepolto Ziqi lo distrusse, giurando che in tutta la sua vita non avrebbe mai più suonato. Da allora, per commemorare l’amicizia nata dalle melodie delle alte montagne e dei corsi d’acqua e per ricordare il gesto di Boya che aveva distrutto il suo strumento, il luogo venne chiamato Altopiano del Liuto.

L’espressione cinese “zhī yīn”, che significa letteralmente “comprendere la musica”, è diventata grazie a questa storia un modo per indicare un “amico intimo”, ovvero una persona che è in grado di capire ciò che pensiamo senza bisogno di parole.

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